Ripetizioni di viaggio dopo Verona-Lecce 0-0
Appena qualche editoriale fa avevamo sottolineato come il Lecce si accingesse a questo sprint finale contro la Cremonese “senza piedi e senza idoli”. E la partita al Bentegodi contro un derelitto Verona ne è stata la più fulgida delle dimostrazioni. Sia chiaro, era una partita-trappola. Contro una squadra che mai aveva davvero sfigurato davanti ai suoi tifosi e che non voleva di certo salutare la serie A con una sconfitta contro l’unica compagine in grado di fronteggiare da qui alla fine della stagione. Il Lecce avrebbe potuto vincerla mettendo sul piatto una maggiore tecnica (ma abbiamo detto e stradetto che mancano i piedi) o trainato da giocatori capaci di essere idoli trascinatori (ma abbiamo detto e stradetto che non ne possediamo mezzo). Dunque per una volta il risultato è stato la più banale delle addizioni. Ovvero reti bianche fra i due peggiori attacchi del massimo campionato e una sfida di rara pochezza tecnica fra una squadra demoralizzata e una squadra atterrita dalla possibilità di sbagliare. Scegliete voi chi erano i giallorossi. Perdonerete se ci ripetiamo ma è lampante come in questo scenario apocalittico almeno gli unici piedi educati (Berisha e Sottil) avrebbero potuto cambiare le sorti. Nessuna giustificazione sia chiaro, ma mai dimenticarsi le assenze nella nostra scarna rosa. Come è altrettanto doveroso puntare il dito sullo scarso coraggio di Di Francesco che, e anche qui ci ripetiamo, con ancora evidenti i segni delle ustioni delle ultime stagioni, fatica a buttarsi con ardore in mezzo al fuoco. Cosa salvare di una scialba notte veronese? Il punto conquistato che vale il +1 sulla Cremonese sconfitta a Napoli e il ritorno in campo di Camarda che, ci ripetiamo, non è quel fenomeno atteso ma almeno è una arma in più che almeno ha le fattezze dell’arma rispetto ai suoi due ibridi compagni di reparto.
Poche ore e già venerdì sera si va a Pisa. Altro trappolone simil-Verona. Ci ripetiamo. Sempre senza piedi. Sempre senza idoli. Ma magari vedremo coraggio. Ma magari vedremo Camarda. Ma magari.
scritto da Diego Consales- Caporedattore leccesidentro.it
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