Dicesi post Lecce-Parma 1-2
Dicesi disastro: evento avverso di grande forza distruttiva, sciagura rovinosa di uno o più eventi che apportano danni irrecuperabili o recuperabili solo a lungo termine. Non sappiamo se i danni di Lecce-Parma siano recuperabili o meno. Nel breve o lungo periodo o meno. Di certo non è una sconfitta come le altre. Per quanto è accaduto e per il modo in cui è accaduto. Senza tralasciare il momento deleterio di calendario e stagione in cui è accaduto. Da dove cominciamo? Da quello che ci logora i pensieri e il sonno da ieri pomeriggio, ovvero la piena consapevolezza di aver disintegrato unicamente con la propria dabbenaggine (e ho cercato il termine più educato) una partita che stava andando placida verso le sponde di una nostra campale vittoria. Consapevolezza di riuscire sempre e costantemente a tenersi lontano da acque tranquille mettendosi da soli nei guai. Guai seri questa volta. Chi è il colpevole del disastro? Il colpevole è da identificare in una sorta di catena di Sant’Antonio. Catena che parte dai neuroni della testa di Banda capaci con un solo scellerato intervento di buttare all’aria una intera partita, prosegue con Di Francesco che non riesce a ovviare tatticamente alla sua creatura ridotta in dieci uomini mettendola addirittura in difficoltà con i cambi di quei dieci uomini, prosegue con la Società e il suo DS che mettono nelle mani di Di Francesco un manipolo di anti-eroi che spesso producono anti-calcio. Non è la solita sconfitta da lasciarsi alle spalle. E’ un disastro che può avere disastrose conseguenze. Il prossimo infernale trittico di avversari metteva paura già prima di ieri. Inter/Milan/Lazio dopo questo disastro sono macigni che dalla vetta del nostro autolesionismo rotolano verso di noi. Riusciranno i protagonisti della catena di Sant’Antonio a non farsi schiacciare? Questa la disastrosa domanda.
scritto da Diego Consales- Caporedattore leccesidentro.it
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