Sei giornate al termine. Una corsa a due per la salvezza. Lecce e Cremonese. 27 punti pari. Che equivale a dire che si parte da zero. E non c’è un obiettivo di punteggio. Solo quello di fare un punto più dell’avversario grigiorosso.
E durante questa corsa è inutile affliggerci su quello che è storto e quello che è andato storto. Una campagna acquisti fallimentare è sotto gli occhi di tutti. L’abbiamo sviscerata e ci siamo logorati fegato e anima nello sviscerarla. Ma non c’è il mercato di riparazione di Aprile. Mettiamocelo in testa. Ed è inutile continuare a dire (me compreso) cosa manca o che a questa squadra dai piedi scarsi forse sarebbe bastato anche solo un centravanti da doppia cifra per colmare la lacuna di quei piedi. Quello che possiamo invece ripetere e sperare è che la squadra ci creda. Che la testa assente vista a Bologna sia stata solo una contingenza. Che lo scoramento visto a Bologna non sia sfiducia totale.
Un occhio al calendario dopo la vittoria dei viola di ieri: Fiorentina-Verona-Pisa-Juve-Sassuolo-Genoa. Significa incontrare 3 squadre salve e 2 squadre retrocesse. Qualcuno le chiama trappole, qualcuno li chiama trabocchetti. Dobbiamo essere intellettualmente onesti e dire che sono ghiotte occasioni. Che affronteremo con i piedi scarsi che ci ritroviamo e senza attaccanti. Ma che basterebbe affrontare con la testa connessa e convinta per supplire a tutto questo.
Un occhio al calendario della Cremonese: Torino-Napoli-Lazio-Pisa-Udinese-Como. Non più difficile ma più difficile da decifrare. Compreso immaginare se il Como all’ultima giornata avrà ancora obiettivi da raggiungere. Giampaolo lo affronta con una rosa ben più adeguata per affrontarlo ma dopo una rovinosa caduta a Cagliari.
Mai (sottolineo mai) mi era e ci era capitato di vivere una stagione senza un pupillo, senza idoli in campo. Senza almeno un giocatore (almeno uno…) capace di trascinare le speranze. Di innalzare i compagni. Di oscurare le carenze.
Possiamo solo appellarci alla volontà, alla determinazione, al coraggio, alla “capu”. Tutto quello che è mancato a Bologna. Tutto quello che non vogliamo nemmeno immaginare manchi in generale. Perché NONOSTANTE TUTTO sarebbe sufficiente in queste sei gare. Pur senza piedi e senza idoli.
scritto da Diego Consales- Caporedattore leccesidentro.it
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