Categoria: Articoli di D. Consales
Taccuino post-Inter 09:03 - 16 Agosto 2022


Appunti sparsi dopo Lecce-Inter 1-2

-Dall’emozione all’emozione. Son stati mesi estivi strani. Iniziati con la pura gioia per la vittoria del campionato cadetto e il ritorno in serie A. Poi è arrivato il mercato e le ansie legate ad esso. Ansie per aspettative deluse, timori per una rosa non adeguata, diffidenze verso giocatori extraterrestri (non per valore tecnico ma per provenienza da galassie sconosciute). Ma tutto è stato spazzato via quando quelle maglie sono scese in campo contro l’Inter. Forse ancora prima, quando abbiamo sbirciato indossare quelle maglie nello spogliatoio e poi comparire nel tunnel insieme ai giocatori nerazzurri. Ansie, timori, diffidenze sono stati spazzati via dalla pura emozione di esserci. Essere proprio lì sull’erba della Serie A. Che ci è sembrato un sogno calpestare nuovamente.

-A pochi secondi dalla fine esplode la panchina nerazzurra. L’allenatore dell’Inter corre, come tarantolato, sul prato del Via del Mare per raggiungere i suoi giocatori. Dietro di lui uno staff tecnico impazzito. Che travolge e si fa travolgere. Giocatori con gli occhi di fuori, con le mani al cielo quasi a sollevare un trofeo. La smodata esultanza dell’Inter è lo specchio della loro vittoria che mai avrebbero immaginato così sofferta. L’esultanza dell’Inter è lo specchio della nostra prestazione.

-Mi fisso spesso sui gesti. Perché dai gesti si percepisce cosa accade al di fuori del campo di gioco. E come stia la squadra a livello caratteriale. Il Lecce oggi è ancora una babele di giocatori appena arrivati (Baroni ha confessato di aver per la prima volta salutato Banda qualche ora prima di metterlo in campo) e che parlano mille lingue diverse. Ed è per questo che la cosa che più mi ha stupito sono stati i gesti di questa squadra che ancora si deve costruire. Tutti che caricavano i compagni. Tutti che esaltavano i gesti tecnici dei vicini di reparto. Dopo un paio di parate del (formidabile) Falcone ho visto degli invasati con gli occhi spiritati attorniarlo e autoesaltarsi. E mi sono detto…allora siamo già una squadra. E non è poco a ferragosto.

-Due giocatori segnati sul taccuino per cui spendere due parole. Un neo-capitano Hjulmand capace di incarnare lo spirito del gruppo e di dimostrare una autorevolezza mostruosa al suo esordio in serie A. Una gazzella dalle gambe estendibili dal nome Ceesay capace di far diventare gol (e che gol!) l’unica palla giocabile ricevuta in una intera serata. Un esordio da sogno. Che solo la beffa finale non ha tramutato in un punto pesantissimo.

-E’ stata una prima giornata di serie A anomala. Poiché è anomalo che nella prima notte (solitamente costellata di sorprese) vengano rispettati tutti i pronostici sulla carta. Tutte le grandi hanno fatto la voce grossa. E tutte le piccole sono sembrate più piccole del dovuto. Nessun pareggio e una caterva di gol. Una colonna di squadre a tre punti e una colonna a zero. Siamo in buona compagnia insomma. Compagnia che fa rima con auspicio. Sabato sera prima trasferta a Sassuolo. Al Mapei Stadium l’Usnai Lecce arriverà con una scommessa in più: il centrocampista norvegese Mathias Normann arrivato nella notte.




scritto da Diego Consales- Caporedattore leccesidentro.it

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