Categoria: Articoli di D. Consales
Appunti di viaggio ascolani 08:32 - 18 Ottobre 2021


Annotazioni sparse dopo Ascoli-Lecce 1-1

-Stadio per la prima volta al 75% della capienza. Ci si aspettava più pubblico al Del Duca per una sfida di alta classifica. Ma nonostante i numeri sottotono si è respirato nuovamente il “clima-partita”. Grazie ai 500 tifosi giallorossi presenti. Grazie alla rumorosa curva bianconera ritornata al suo posto e tornata a farsi sentire. Peccato che, come nella stragrande parte degli stadi italiani, la comodità e i servizi non esistano. Zero indicazioni stradali verso il settore ospiti, zero parcheggio (a meno che non sia considerato tale una stazione di benzina chiusa) e un tavolaccio di legno in mezzo ai calcinacci della ristrutturazione a fare da bar. Non è una problematica ascolana. E’ una questione culturale italiana. E’ stato così nel precedente stadio della precedente trasferta. Sarà così nel prossimo.

-Il Lecce di Baroni è una creatura attorcigliata a spirale che poi, all’improvviso, si scaglia per dare morsi letali. Il limite ad Ascoli è stato dare un solo morso nel corso di un primo tempo in cui gli uomini di Sottil erano ancora a tavola a mangiare olive ripiene e bere rosso piceno. Nel secondo tempo, patito l'inevitabile pareggio essendo scesi di tono, il limite è stato non mordere anche quando poi abbiamo avuto a disposizione anche due giocatori lanciati da soli contro il portiere: bisognava solo decidere come “uccellarlo” fra le mille varianti sul tema a disposizione in quella situazione. In tutto questo bisogna dar merito alla combattiva truppa marchigiana e prendere il punto con una “fisiologica” soddisfazione dopo quattro vittorie e una sosta di campionato.

-Speriamo che in casa-Ascoli nessuno faccia ricorso perchè il Lecce ha schierato ben 3 Morten Hjulmand ad arginare l'avversario in ogni zolla del campo. Perchè erano 3 vero???

-Il punticino ci frutta un terzo posto solitario dopo un turno di campionato che ha visto cadere per la prima volta il Pisa (caduta senza conseguenze visti gli scarni risultati delle concorrenti) e poi una lunga sequenza di anonimi pareggi nei tanti scontri di alta quota. Anonimato che inizia a dar noia alle corazzate. Ma siamo all'ottava. Non è tempo di sentenze.



scritto da Diego Consales- Caporedattore leccesidentro.it

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