Categoria: Articoli di D. Consales
Fuori il mercato! 14:33 - 7 Gennaio 2020


Carbone, nero come l’umore e indigeribile come cibo marcio. Questo ha destinato la befana al focolare giallorosso. Ennesima sconfitta in casa di un girone di andata che il Lecce chiude senza aver mai vinto fra le mura amiche. Statistica poco invidiabile e record storico di cui avremmo fatto volentieri a meno.

E’ bastato un singolo colpo finale dell’Udinese per abbattere le nostre (fragili) velleità. Demolite da una prodezza personale di uno di quegli uomini che fanno la differenza e di cui la squadra friulana non difetta. Il divario è tutto lì. Nel numero di uomini schierati in grado di fare la differenza nella massima serie. La pur non irresistibile Udinese (pochi spiccioli di punti racimolati fuori casa fino a ieri e gol con il contagocce) ha avuto la meglio con la stazza dei suoi, con una freschezza fisica invidiabile, con un centrocampo che faceva pensare “se il Lecce avesse quegli uomini in mezzo al campo sarebbe già salvo”. Esagerazioni. Ma nemmeno troppo forzate. Perché ad oggi appare davvero scontato puntare il dito sulla qualità di un reparto che mette in costante difficoltà gli altri due. A questo gap ormai cronico si aggiunge la sensazione che il Lecce abbia (ben) galleggiato fino a quando una rosa non adeguata sia stata mascherata da alcuni meccanismi collaudati di vecchia data e dalle invenzioni di determinati giocatori. Ma ora gli avversari ci conoscono, neutralizzano le nostre poche armi e la partita è presto vinta. Logico che poi si aggiungono anche i “ma se…” legati alle assenze last minute, alla sfiga che si porta dietro Babacar, a determinate e determinanti decisioni arbitrali. Ma la sostanza è che solo il mercato ci può salvare. Perchè le nostre carenze emergono giornata dopo giornata, come una lunga risacca, e i nostri fuochi sono ormai spenti da avversari che sanno dove puntare gli idranti.

Qui non ci sono attributi da tirare fuori (non c’è gente che passeggia), non ci sono rimedi tattici (non c’è gente schierata male). Il coro da intonare è solo uno: fuori il mercato, tirate fuori il mercato!
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