Categoria: Articoli di D. Consales
Cotta alla perfezione 16:25 - 2 Dicembre 2019


Nemmeno a farlo apposta nel pre-partita di sabato, in una delle botteghe storiche della città di Firenze , era stata intavolata con l’oste di turno una interessante discussione sul metodo di preparazione della regina della tavola locale: la fiorentina. Sul cui preciso minutaggio, nei due tempi/lati di cottura, si potrebbe disquisire all’infinito con i locandieri locali. Fra cui, da sabato notte, possiamo annoverare chi siede sulla panchina giallorossa. Perché di certo una cottura perfetta della Fiorentina è quella riuscita a Liverani. Rosolata nel primo tempo, non senza il rischio di prendersi qualche fiammata dalla brace, e poi cotta a puntino nel secondo tempo per servire i tre punti a tavola. In totale fanno 14, oltre le migliori previsioni anche dei più affamati.

Non è stato il più bel Lecce della stagione. Ma sarebbe stato difficile che lo fosse con le assenze di gente come Falco, Lapadula, Mancosu e Mayer. Troppo per noi. E’ stato sicuramente un Lecce che, proprio forse per far fronte all’emergenza, è sembrato più votato al sacrificio, alla concentrazione, alla applicazione di quanto maniacalmente richiesto da Liverani. Ed è stato emblematico che la vittoria sia arrivata grazie a La Mantia, che del sacrificio, concentrazione e applicazione è simbolo indiscusso. Perché il Lecce conosce il suo spartito ed è ormai assodato che lo metta in atto a prescindere dagli uomini in campo. Con la sola qualità che può alzarsi o abbassarsi in base ai presenti. Esattamente il contrario di una squadra come la Fiorentina del locandiere Montella, apparsa totalmente disorientata non appena uscito il suo folletto Ribery, da cui erano passate e sarebbero passate tutte le idee di gioco. Questo per dire che, a locandieri-tecnici invertiti, la classifica di entrambe oggi sarebbe ben diversa…
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