Categoria: Articoli di D. Consales
Prassi on-demand 14:40 - 11 Novembre 2019


Non si può dire che non ci sia stata coerenza. Ieri fuori e dentro lo stadio Olimpico chi doveva prendere le decisioni non lo ha fatto. Chi doveva conoscere le regole non le sapeva. Tutto si è svolto on demand. Come se tutto accadesse per la prima volta. Prima volta che arrivano tifosi ospiti. Prima volta che viene assegnato un rigore.

Partiamo da fuori.
All’arrivo nei pressi dello stadio della capitale (e sottolineo stadio della capitale) chiedendo a vigili e polizia dove fosse l’ingresso del settore ospiti ci siamo trovati davanti a garanti dell’ordine che non sapevano se giocasse la Roma o la Lazio. Qualcuno meglio informato (…sigh) ha spedito noi e altri tifosi del Lecce verso l’ingresso dei vip accreditati dove abbiamo effettuato il nostro prestigioso ingresso fra la Roma-bene. Una volta entrati qualcuno si è accorto che il nostro curriculum era errato e siamo stati dirottati verso il nostro meno stimato settore.

Passiamo al dentro.
Si parla e si parlerà delle mirabolanti allegorie regolamentari che hanno defraudato il Lecce del gol del pareggio o come minimo della sua ripetizione. Che doveva essere il minimo sindacale, regolamento alla mano. Ma qualche addetto ai lavori ha poi detto che per prassi si poteva annullare la rete di Lapadula. Una prassi iniziata ieri. Come dire una abitudine mai avuta prima. Una tradizione non tradizionale. Ma la cosa più grave è che chi doveva decidere, perché inviato per farlo, non ha analizzato cosa stava accadendo. Un arbitro a metà fra un Ponzio Pilato e una Ambra Angiolini di auricolare memoria.

Ridateci le garanzie. Ridateci i garanti. Ridateci perfino il dubbio di un errore magari in malafede. Ridateci le esultanze senza interruzioni.


LA SINTESI DI LAZIO-LECCE 4-2
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